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Storia S.s. Lazio

Storia S.s. Lazio

 

La Società Sportiva Lazio S.p.A., nota come S.S. Lazio o più semplicemente Lazio, è una società di calcio di Roma, fondata il 9 gennaio del 1900. La formazione capitolina gioca nella massima serie del campionato italiano di calcio, divisione nella quale ha militato per la maggior parte della sua storia. La Lazio si è laureata campione d'Italia due volte, ha conquistato la Coppa Italia cinque volte, la Supercoppa Italiana tre volte e per una volta la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA, oltre ad una Coppa delle Alpi.

La Lazio ha avuto il merito di far conoscere, praticare e divulgare il gioco del calcio nella Capitale.

La formazione romana raggiunse il suo primo maggior successo nel 1958, quando vinse per la prima volta la Coppa Italia. Il primo titolo italiano arrivò nel 1974 il secondo e ultimo nell' anno 2000. Gli anni novanta sono stati i più vittoriosi nella storia del club capitolino, avendo visto la vittoria della Coppa delle Coppe e della Supercoppa UEFA nel 1999 e il raggiungimento della finale, persa, della Coppa UEFA nel 1998.

I tradizionali colori della Lazio sono il bianco e il celeste (scelti in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi), che possiamo ritrovare anche nella divisa casalinga; il simbolo è l'Aquila che, oltre ad essere l'emblema dell'Impero Romano e nell'antica simbologia figura del dio greco Zeus, fu scelta per rendere omaggio alla città di Roma, che ha nell'Aquila uno dei suoi simboli. Lo Stadio Olimpico, con 72,689 posti a sedere, è lo stadio dove il club disputa le gare casalinghe, così come la Roma, storica rivale dei biancocelesti. Le due formazioni romane si affrontano annualmente giocando il Derby della Capitale.

Attualmente, le Aquile sono la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi, dietro Juventus, Inter, Milan, Roma e Napoli

Nella classifica mondiale per club (IFFHS) di tutti i tempi ("All-Time Club World Ranking"), stilata nel dicembre 2009, la Lazio occupa il 20° posto preceduta, in Italia, solamente da Juventus, Milan, Inter, Roma e Parma.

Mentre la classifica mondiale per club (IFFHS) relativa al periodo febbraio 2009/febbraio 2010 ("Club World Ranking") pone la Lazio al 72° posto preceduta, in Italia, solamente da Roma, Inter, Fiorentina, Milan e Juventus.

Secondo un'indagine del 2009, effettuata da "Deloitte Football Money League" di Deloitte & Touche, la Lazio risulta essere la 20ª società più ricca al mondo per quantità di ricavi (83,1 milioni di Euro).

La S.S. Lazio è anche una società polisportiva che partecipa ad un totale di 40 discipline, più di ogni altra polisportiva nel mondo.

Cenni storici

La Società Podistica Lazio (solo in seguito rinominata Società Sportiva Lazio) fu fondata il 9 gennaio 1900, nel quartiere Prati di Roma da 9 ragazzi, capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri Luigi Bigiarelli. La Lazio partecipò alle competizioni ufficiali dal 1912, anno in cui la FIGC incominciò ad organizzare campionati al Centro ed a Sud Italia; il club capitolino raggiunse la finale del campionato tre volte, senza però mai vincerlo, perdendo prima col Pro Vercelli nel 1913, poi col Casale nel 1914 e infine col Genoa nel 1923.

Nel 1927 la Lazio fu l'unica squadra a resistere alla volontà del regime fascista di riunire tutte le squadre di Roma in un unico grande club, quello che sarebbe diventato poi l'A.S. Roma. Il club partecipò al primo campionato di Serie A nel 1929 e, guidato dallo storico attaccante Silvio Piola, raggiunse il secondo posto nel 1937, il suo più alto risultato prima che incominciasse la Seconda Guerra Mondiale.

Gli anni cinquanta diedero alti e bassi, con la vittoria del primo trofeo, la Coppa Italia del 1958. Successivamente, la Lazio retrocesse per la prima volta in Serie B nel 1961, ma ritornò in massima serie due anni dopo. Dopo vari anni con piazzamenti a metà classifica, il club capitolino retrocesse nuovamente nel campionato 1970-1971. Tornata in Serie A la stagione 1972-1973, la Lazio sorprendentemente si dimostrò all'altezza degli altri contententi dello Scudetto come la Juventus e il Milan, e non lo vinse solamente quando perse all'ultima giornata sul campo del Napoli. La "spina dorsale" di questa squadra era formata dal capitano Pino Wilson, dai centrocampisti Luciano Re Cecconi e Mario Frustalupi, dal bomber Giorgio Chinaglia e dall'indimenticato tecnico Tommaso Maestrelli. Questa Lazio l'anno successivo vinse il suo primo titolo in Serie A, nel 1973-1974. Successivamente, le tragiche morti di Re Cecconi e Maestrelli, oltre al trasferimento di Chinaglia negli Stati Uniti, fecero sì che il club scendesse precipitosamente di livello. L'unico conforto fu dato dall'attaccante Bruno Giordano, che nel 1979 finì capocannoniere della Serie A regalando alla Lazio un ottavo posto.

L'anno dopo, la Lazio fu forzatamente retrocessa nella serie cadetta dopo uno scandalo che vide fare scommesse sul risultato delle partite stesse della squadra, insieme al Milan. La formazione biancoceleste rimase tre stagioni in B, e questo periodo può essere considerato uno dei più bui nella storia del club. Tornò nella massima serie nel 1983 e riuscì a rimanerci anche l'anno successivo grazie ad una salvezza raggiunta solamente all'ultima giornata. La tormentata stagione 1984-1985 portò ad una nuova retrocessione dato che la squadra si classificò all'ultimo posto, raccogliendo solamente 15 punti.

Nel 1986, la Lazio fu colpita da una penalizzazione di 9 punti (un colpo veramente duro quando la vittoria valeva solamente due punti) per uno scandalo nuovamente sulle scommesse che coinvolgeva il capitano Claudio Vinazzani. Ci fu una dura lotta contro la retrocessione in questa annata per non sprofondare in C, con il club guidato da Eugenio Fascetti che la evitò solamente agli spareggi contro il Taranto e il Campobasso. Questa fu una svolta nella storia della squadra biancoceleste, che tornò in Serie A nel 1988 e, sotto un'attenta gestione del patrimonio finanziario da parte del presidente Gianmarco Calleri, si consolidò e cominciò a competere per i primissimi posti della classifica.

L'arrivo del finanziere romano Sergio Cragnotti, nel 1992, cambiò radicalmente la storia del club a causa dei suoi ingenti investimenti che portarono i biancocelesti a lottare per lo Scudetto. Cragnotti batté ripetutamente record sui prezzi del calciomercato, comprando giocatori del calibro di Juan Sebastián Verón e Christian Vieri, con i quali superò di molto le cifre degli allora trasferimenti più costosi del mondo, e successivamente Hernán Crespo, acquistato quasi al prezzo doppio dell'argentino Verón.

La Lazio arrivò seconda in Serie A nel 1995, terza nel 1996 e quarta nel 1997; si piazzò nuovamente seconda ad un solo punto dal Milan all'ultima giornata nel 1999 per poi finalmente vincere il suo secondo Tricolore nel 2000, anno in cui vinse anche Coppa Italia, collezionando così (secondo gli standard italiani) un impressionante "Double" con lo svedese Sven-Göran Eriksson (1997-2001) come allenatore. Questi anni videro la squadra capitolina vincere altre due Coppa Italia, nel 1998 e nel 2004, oltre all'ultima Coppa delle Coppe disputata nel 1999, che conferì alla Lazio il primo titolo europeo a livello calcistico. Già nel 1998 la Lazio era arrivata in una finale europea, quella di Coppa UEFA contro l'Inter, ma aveva perso con un netto 3-0. In quell'anno, comunque, i biancocelesti vinsero la loro prima Supercoppa Italiana (successo che sotto Cragnotti si sarebbe anche ripetuto nel 2000) e il loro secondo titolo europeo nel 1999, la Supercoppa UEFA contro gli allora Invincibili del Manchester United. Inoltre, nel 1998 divenne il primo club di calcio italiano ad essere quotato in Borsa.

Ma col passare del tempo, anche a causa dell'impossibilità di spendere alla lunga più di tanto, i risultati della Lazio peggiorarono: nel 2002, uno scandalo finanziario che coinvolgeva Cragnotti e la sua compagnia della Cirio costrinse il club a privarsi del proprio presidente e ad averne di temporanei per vario tempo. La Lazio, sull'orlo della crisi finanziaria, fu vista privarsi delle proprie maggiori stelle, compreso il capitano e simbolo Alessandro Nesta.

Nel 2004 l'imprenditore romano Claudio Lotito acquistò infine il club. La squadra, sotto la guida tecnica di Delio Rossi, arrivò fino a qualificarsi per la Coppa UEFA 2006-2007, ma a causa dello scandalo del calcio italiano del 2006 fu estromessa dalle competizioni europee e penalizzata di 3 punti in campionato per la stagione successiva. In quest'ultima, comunque, la Lazio riuscì a piazzarsi terza guadagnando l'accesso alla Champions League dell'anno seguente.

Il primo trofeo dell'era Lotito risale al 2009, quando la Lazio vinse la sua quinta Coppa Italia.[28] A fine stagione Rossi fu sostituito dal ravennate Davide Ballardini, che mise in bacheca la terza Supercoppa Italiana battendo i campioni d'Italia in carica dell'Inter. L'attuale allenatore è Edoardo Reja che subentra a Ballardini, esonerato nel febbraio del 2010 a causa di una prima parte di stagione alquanto deludente, con la missione di centrare il prima possibile l'obiettivo salvezza; questo traguardo è stato raggiunto, dopo una lunga rincorsa, alla penultima giornata di campionato.

Colori e simboli

Colori

I colori storici della S.S. Lazio sono il bianco e il celeste, scelti in onore della Grecia, patria delle Olimpiadi, in quanto la società capitolina fu fondata in un periodo di rinascita dell'antico spirito olimpico. Per la scelta dei colori determinante fu il giudizio del principale fondatore, Luigi Bigiarelli, mentre uno dei suoi amici nonchè socio fondatore, Olindo Bitetti, fu colui che ispirò la scelta del nome della storica società capitolina. Per i colori della loro maglia (la prima completamente bianca e poco dopo a scacchi bianchi e celesti), i giocatori della Lazio sono anche soprannominati Biancocelesti o Biancazzurri.

Simboli

Lo stemma

Il simbolo della S.S. Lazio è l’Aquila. Fu scelta dai fondatori poiché, oltre ad essere l'emblema delle legioni romane, in quanto rappresentava il potere dell'Impero Romano nel mondo, essa rappresenta nella simbologia antica il dio greco Zeus, massima divinità del pantheon ellenico. Nel corso degli anni lo stemma della Lazio ha subito varie modifiche, come quando durante il regime fascista campeggiava sullo stemma della società biancoceleste, oltre l'aquila, un fascio, emblema del regime mussoliniano. Particolare è anche il simbolo adottato negli anni ottanta, caratterizzato esclusivamente dalla figura stilizzata dell'aquila, molto apprezzata dai tifosi laziali. Lo stemma attuale, il quale ha subito l'ultimo restyling nel 1992, raffigura un'aquila d'oro che si posa su di uno scudo a strisce verticali bianche e celesti sul quale campeggia il nome della società. Tale emblema è stato rivisitato in una versione speciale in occasione del centenario laziale ed è rimasto per un anno esatto sulle maglie della Lazio a partire dal 9 gennaio 2000: all'interno dello scudo a bande bianche e celesti sovrastato dall'aquila era presente in forma stilizzata e a grossi caratteri il numero 100, che andava a ricordare gli anni trascorsi dalla fondazione della gloriosa società romana.

Inno ufficiale

L'inno ufficiale della S.S. Lazio è Vola Lazio vola, composto ed interpretato nel 1983 dal cantautore romano Toni Malco, da sempre sostenitore dei colori biancocelesti. Per la presentazione di questo inno fu organizzata una serata di gala durante la quale lo cantarono anche tre "bandiere" della Lazio come Vincenzo D'Amico, Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, i quali hanno ripetuto la loro performance proprio in occasione dei 25 anni di Vola Lazio vola, recentemente festeggiati. Altro idolo della tifoseria laziale ad aver intonato insieme a Malco l'inno biancoceleste è stato Giuseppe Signori, all'epoca bomber della formazione capitolina. Vola Lazio vola è trasmesso dagli altoparlanti dello Stadio Olimpico alla fine di ogni partita vinta dalla Lazio.

Oltre a questo inno Toni Malco ha composto anche altre canzoni dedicate alla squadra del cuore, tra cui Cent'anni d'amore, in onore del centenario della società biancoceleste, Lazio nel cuore e Notti biancazzurre. Anche altri cantautori hanno composto inni e canzoni in nome della Lazio, come Aldo Donati con il suo Inno alla Lazio (Sò già du ore), Francesco Scarcelli, autore di Non mollare mai, attualmente diffuso allo stadio prima di ogni partita, ed Enrico Lenni. Tutti questi artisti hanno unito le loro voci in occasione del centensimo compleanno della Lazio, incidendo il brano Cent'anni insieme, divenuto l'inno ufficiale del centenario della squadra capitolina; tra gli interpreti di questo brano figurano anche Aldo Donati, Enrico Lenni, il compianto cantautore reggino Mino Reitano, simpatizzante dei colori laziali, l'attore e doppiatore Pino Insegno ed il tenore Edoardo Guarnera; quest'ultimi due da sempre dichiarati tifosi di fede laziale.

Stadi e sedi

Gli stadi

Lo Stadio Olimpico, situato nel Foro Italico, è il più grande stadio di Roma. Oltre alle partite della Lazio, ospita quelle dei rivali della Roma, occasionalmente quelle della Nazionale di calcio italiana ed è la sede delle finali della Coppa Italia. Fu aperto per la prima volta nel 1937 e dopo la sua ultima ristrutturazione nel 2008, lo stadio ha una capacità di 72,689 posti a sedere. Ha ospitato le Olimpiadi del 1960, i campionati del mondo di atletica leggera 1987, l'Europeo di calcio del 1980, il Mondiale di calcio 1990 e due finali di Champions League, nel 1996 e nel 2009. In vista dei Mondiali di calcio del 1990 che avrebbe visto l'Olimpico come uno degli stadi ospitanti, l'impianto subì opere di ristrutturazione, e per tale motivo nella stagione 1989-1990 entrambe le compagini capitoline giocarono le rispettive gare casalinghe allo Stadio Flaminio.

Il primo stadio utilizzato dalla più antica società capitolina fu il campo a Piazza d'Armi, prima di trasferirsi nel 1905 al Parco dei Daini. Lì giocò fino al 1913, quando un tiro dell'attacante Fernando Saraceni centrò in pieno volto una nobildonna della Capitale in carrozza: come punizione suo marito "sfrattò" i biancocelesti. In cerca di un nuovo stadio, si trasferirono allo Stadio della Rondinella, dove giocarono fino al 1931. A quel punto entrambe le squadre capitoline si divisero lo Stadio Nazionale del PNF, che a quei tempi aveva una capienza di circa 30.000 spettatori. Nel 1953 le squadre si trasferirono allo Stadio Olimpico, dove tutt'ora disputano le loro partite casalinghe.

L'impegno in campo sociale

La S.S. Lazio è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari.

Le numerose sezioni della Polisportiva ogni anno, attraverso la vendita di gadget firmati dagli atleti (maglie, palloni, motociclette,ecc) e l'organizzazione di eventi speciali, si impegnano ad aiutare attivamente, insieme all'associazione benefica di Suor Paola (So.Spe.) e a quella intitolata alla memoria di Gabriele Sandri, persone in difficoltà, in particolare donne, bambini e giovani vittime di condizioni di disagio.

La Sezione Calcio della Polisportiva biancoceleste ha anche sponsorizzato la So.Spe. nel corso del campionato 2007-08, esibendo sulle maglie il logo dell'associazione. Anche nella stagione seguente la Lazio, sempre attraverso una campagna di sponsorizzazione, ha promosso insieme all'industria alimentare Algida una raccolta fondi per le popolazioni vittime del terremoto che nel 2009 ha sconvolto l'Abruzzo.

 

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Settore giovanile

Il settore giovanile della S.S. Lazio è formato da squadre che giocano nei campionati Primavera, Campionato Berretti, Allievi Nazionali e Regionali, Giovanissimi Nazionali, Regionali, Provinciali fascia B, Esordienti e Pulcini. Esistono anche diverse società gemellate in tutta la regione, con le quali vi sono rapporti di collaborazione tecnica per la formazione dei giovani.

Le attività delle giovanili si svolgono in due punti principali: il campo sportivo Gentili sulla via Cassia, dove è localizzato il polo nord della scuola calcio, ed il campo Dabliu nel quartiere Eur di Roma, dove è invece localizzato il polo sud della scuola calcio laziale. I ragazzi facenti parti delle varie squadre delle giovanili biancocelesti sono in numero di circa 450 unità.

Attualmente il responsabile del settore giovanile è il Generale Giulio Coletta, coadiuvato dal lavoro svolto dal direttore sportivo Igli Tare ed anche da altri personaggi vicini al "mondo Lazio", come gli ex calciatori biancocelesti Gottardi e Pochesci, e dal tecnico-supervisore Crialesi. Nel corso degli anni il vivaio laziale ha cresciuto numerosi giocatori che hanno contribuito notevolmente all'accrescimento tecnico della prima squadra, basti pensare che nella seconda metà degli anni settanta la formazione biancoceleste era composta per gran parte da elementi usciti dalle squadre giovanili (da D'Amico a Giordano, fino a Manfredonia ed Agostinelli). La Lazio ha al suo attivo ben quattro vittorie nel Campionato Primavera (1975-76, 1986-87, 1994-95, 2000-01) ed una in Coppa Italia Primavera (1978-1979). Tuttavia la Lazio non è mai riuscita nell'impresa di aggiudicarsi il prestigioso Torneo di Viareggio, anche se è riuscita a conquistare altri trofei giovanili internazionali, come il Trofeo Wojtyla, detenendo il record di vittorie del torneo (3).

Palmarès

La S.S. Lazio può vantare un ricco Palmarès, sia in campo nazionale che internazionale. In Italia, la compagine biancoceleste ha conquistato 2 Scudetti, 5 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane, oltre ai vari trofei cittadini, regionali ed interregionali vinti nei primi anni di attività. In campo internazionale, oltre ad una Coppa delle Alpi (trofeo non ufficiale), il Palmarès laziale è composto da una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa UEFA, conquistate rispettivamente contro gli spagnoli del Real Mallorca e gli inglesi del Manchester United.

Competizioni nazionali

Campionato italiano: 2

  • 1973-74 , 1999-00

Coppa Italia: 5

  • 1958, 1997-98, 1999-00, 2003-04, 2008-09

Supercoppa italiana: 3

  • 1998, 2000, 2009

Competizioni internazionali

Coppa delle Coppe: 1

  • 1998-99

Supercoppa UEFA: 1

  • 1999

Coppa delle Alpi 1

  • 1971

Competizioni giovanili

A livello giovanile, la squadra Primavera della Lazio è una delle formazioni più importanti e titolate, avendo conquistato 4 Campionati Primavera, essendo così la quarta squadra con più Scudetti giovanili al pari della Juventus, ed una Coppa Italia Primavera. Anche le squadre di altre categorie hanno ottenuto nel corso degli anni vari successi soprattutto a livello nazionale (su tutte De Martino e Giovanissimi Nazionali).

Statistiche e record

In assoluto, la vittoria della Lazio con il più ampio scarto in gare ufficiali è il 9-1 inflitto al Modena il 12 giugno 1932. La sconfitta con il più ampio scarto, invece, è l' 8-1 rimediato nella stagione 1933-1934 in trasferta contro l'Ambrosiana-Inter.

Giuseppe Favalli detiene il record delle presenze in maglia biancoceleste, avendone collezionate 401 durante i suoi dodici anni alla Lazio dal 1992 al 2004. Il record per un portiere è di Luca Marchegiani, con le sue 229 presenze, mentre il record di maggiori partite disputate esclusivamente in campionato è di Aldo Puccinelli con 339 partite.

Il miglior marcatore di tutti tempi della Lazio è Silvio Piola, con 148 gol segnati (esclusi quelli realizzati nelle coppe continentali). Piola, che giocò ai suoi tempi anche con la Pro Vercelli, col Torino, con la Juventus ed il Novara, è anche il miglior marcatore nella storia della Serie A, con 274 gol totali, 49 al di sopra di chiunque altro. Simone Inzaghi (ancora in attività) è il miglior marcatore nelle competizioni europee, con 20 gol. È anche uno dei cinque giocatori ad aver segnato 4 gol in una singola partita di Champions League. Tommaso Rocchi è invece il miglior marcatore attualmente nella rosa del club.

Ufficialmente, il più alto numero di spettatori per una partita della Lazio in casa è di circa 80.000 persone per una partita di Serie A contro il Foggia il 12 maggio 1974, la partita che consegnò alla squadra capitolina il suo primo Scudetto. Un simile numero di spettatori era presente sugli spalti anche il 21 giugno 1987, data dello storico match vinto dai biancazzurri sul Vicenza per 1-0, risultato che consentì alla Lazio di andare agli spareggi per evitare la Serie C. Questi sono due record di presenze per tutta la storia dello Stadio Olimpico, includendo le partite della Roma e della Nazionale di calcio.

Struttura societaria

La Società Sportiva Lazio è una società per azioni sotto la denominazione di "S.S. Lazio - S.p.A.". Il Gruppo S.S. Lazio S.p.A. è il gruppo controllato dalla società Capogruppo S.S. Lazio S.p.A., quotata presso il mercato di Borsa Italiana S.p.A. a partire dal 27 aprile 1998, nel segmento Standard (Classe 1) (codice ISIN: IT0003621783 - codice alfanumerico: SSL), e su tale mercato vengono negoziate le azioni ordinarie circolanti.[55]

Il Gruppo opera nel settore del calcio professionistico e gestisce le attività tecnico-sportive e di gestione dei diritti di broadcasting relative all’omonima squadra militante nel campionato italiano di Serie A, nonché le attività pubblicitarie, di merchandising ed in generale di sfruttamento commerciale del marchio S.S. Lazio (tramite, a far data dal 29 settembre 2006, la società controllata Lazio Marketing & Communication S.p.A.).

Il Gruppo ha rapporti con Roma Union Security S.r.l., Gasoltermica Laurentina S.p.A., facenti capo al Dott. Claudio Lotito, e Cirio Lazio Immobiliare S.r.l..

Il capitale sociale è di Euro 40.643.346,60 i.v. diviso in n. 67.738.911 azioni del valore nominale di euro 0,60 (zeroesessanta) ciascuna.

S.S. Lazio Marketing & Communication S.p.A. detiene il 100% del capitale posseduto.

Tifoseria

La tifoseria della S.S. Lazio è tra le più numerose di tutta Italia: secondo un recente sondaggio è la sesta squadra per numero di tifosi.

La storia del tifo organizzato laziale comincia nel secondo dopo guerra. Nel 1951 vengono fondati i Circoli Biancocelesti, per cui i laziali detengono il primato di primo club di tifosi nato in Italia.

Verso la fine degli anni sessanta, periodo di sollevazioni giovanili, piccoli gruppi di tifosi, più che altro nati come aggregazioni di quartiere, riempiono le gradinate dello Stadio Olimpico di Roma (Tuparamos, Aquile, Ultras, Vigilantes, NAB, CAST, Marines...), facendo sentire il loro incitamento alla Lazio in modo spontaneistico.

Il gruppo degli Eagles' Supporters, che li riunisce nel 1977 sotto un unico striscione di 54 metri (il più lungo d'Italia), concentra il tifo ultras della Lazio con un sostegno di massa colorato, rumoroso e incessante, nonostante le difficili stagioni che la società affronta sia a livello sportivo che finanziario.

Il 28 ottobre 1979, poco prima dell'inizio del derby, viene tolta la vita a Vincenzo Paparelli, supporter biancoceleste raggiunto in Curva Nord da un razzo sparato dalla Curva Sud romanista.

Durante la partita casalinga contro il Padova del 1987, in Curva Nord appare uno striscione lungo 10 metri di un nuovo gruppo: gli Irriducibili creati da Antonio "Grinta". Questi ultimi rivoluzioneranno il modo di tifare: niente più tamburi ma cori all'inglese. Su questo, ma più che altro per motivi politici e di gestione della curva, nascono contrasti con gli Eagles' Supporters, che si scioglieranno all'inizio del 1993 a causa dello scarso ricambio generazionale e delle continue aggressioni subìte dagli ultras emergenti. Con l'arrivo di Sergio Cragnotti la Lazio torna sul palcoscenico europeo. Gli Irriducibili in questo periodo oltre che con interisti e veronesi stringono rapporti con i tifosi organizzati di Real Madrid, Chelsea, PSG, Espanyol e Levski Sofia. I laziali conquistano anche gli stadi continentali: 4.000 a Dortmund, Vienna e Madrid, 20.000 a Parigi, 15.000 a Birmingham, 10.000 a Montecarlo. Sotto la gestione del presidente Ugo Longo la società decide di ritirare la maglia numero 12, in onore dei tifosi della squadra biancoceleste. L'11 novembre 2007 viene ucciso da un poliziotto di stato il tifoso laziale Gabriele Sandri, a cui è stata intitolata la Curva, da allora la sua immagine è posta nella parte bassa della Nord. La storia del povero Gabbo è stata raccolta nel libro verità 11 Novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica dello scrittore Maurizio Martucci, autore anche del libro sulla storia di Vincenzo Paparelli.

Gemellaggi

Il rapporto tra gli ultras dell'Inter e della Lazio è sicuramente il più saldo: esso è nato attorno alla metà degli anni ottanta e si è rinsaldato negli ultimi anni con la finale della Coppa UEFA 1998 a Parigi, e il 5 maggio 2002 allo Stadio Olimpico, quando molti tifosi laziali auguravano agli "amici" interisti la conquista del Tricolore. Un altro episodio significativo è riferibile al match Lazio-Inter del 2 maggio 2010, alla terz'ultima giornata del campionato 2009-10, quando la tifoseria della squadra capitolina ha incitato per tutti i novanta minuti la compagine milanese, spingendola così verso il sorpasso decisivo in testa alla classifica nei confronti dei "cugini" romanisti, superati proprio grazie alla vittoria dei nerazzurri sui biancocelesti per 2-0. Tra gli ultras laziali e quelli dell'Hellas Verona invece, non c'è in realtà un vero e proprio gemellaggio, ma soltanto sintonia; stessa cosa vale riguardo al rapporto con i tifosi del Chieti. Tra gli ultras della Nord ed i tifosi della Triestina c'è un vero e proprio gemellaggio che risale agli anni ottanta, quando entrambe le due squadre militavano in B. Successivamente la squadra giuliana, in una partita all'Olimpico contro i giallorossi ha esposto i vessilli biancocelesti, saldando ancor di più il rapporto. A livello internazionale, i gemellaggi più importanti sono quelli con il Real Madrid e l'Espanyol: il primo nasce nel 2001 durante una partita di Champions League tra le due squadre, l'altro, così come quelli con Chelsea, PSG e Levski Sofia, nasce da convergenze "pseudopolitiche".

Rivalità

La più accesa e storica rivalità non può che essere con i tifosi dell'altra squadra della Capitale: la Roma. L'ostilità degli ultras biancocelesti con i tifosi del Napoli nasce dal gemellaggio che legava negli anni ottanta napoletani e cugini romanisti. Con i tifosi del Livorno la rivalita' nasce per le idee politiche dei sostenitori toscani, notoriamente di estrema sinistra, contrastanti con quelle di estrema destra degli ultras laziali. Nei confronti della tifoseria rossonera è sempre esistita un'accesa rivalità, soprattutto dopo il campionato vinto in rimonta nelle ultime giornate dal Milan nel 1999 a discapito della Lazio. La rivalità nei confronti della società juventina invece deriva principalmente dall'antipatia dei tifosi laziali nei confronti della dirigenza bianconera, mentre quella con i supporters genoani ha vissuto il culmine negli anni ottanta. I contrasti con la tifoseria dell'Atalanta nascono alcuni anni fa a causa di forti divergenze politiche; la causa della rivalità con i tifosi del Brescia si basa soprattutto per il gemellaggio tra i tifosi delle "Rondinelle" e quelli dei rivali milanisti. Con le tifoserie di Perugia, Pescara, Taranto e Ternana, la rivalità nasce già dagli anni settanta, mentre quella con i supporters del Catanzaro e della Sambenedettese si manifesta dagli anni ottanta.

 

Pagina creata da Simeone
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