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Silvio Piola, Miglior Marcatore Di Tutti Tempi Della Lazio
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Silvio Piola, Miglior Marcatore Di Tutti Tempi Della Lazio
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Silvio Piola (Robbio, 29 settembre 1913 – Gattinara, 4 ottobre 1996) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, che giocava nel ruolo di attaccante.
È il più prolifico centravanti italiano di tutti i tempi, con 364 reti, e il miglior marcatore della Serie A con 274 gol.

È ancora oggi il bomber di tutti i tempi di tre squadre diverse: Pro Vercelli, Lazio e Novara. A lui è intitolato l'omonimo premio destinato agli attaccanti Under-21 di Serie A e Serie B.
Detiene il record del maggior numero di gol segnati in una partita di Serie A: 6 reti in Pro Vercelli-Fiorentina (7-2) del 29 ottobre 1933[3] (record eguagliato in seguito da Omar Sivori, in una partita disputata contro una formazione giovanile e con l'ausilio di un rigore). È inoltre il più anziano goleador su azione del campionato italiano (40 anni, 6 mesi e 9 giorni) in Novara-Milan del campionato 1953-1954.
Carriera

Iniziò giovanissimo la carriera nella Pro Vercelli, esordendo sedicenne in Serie A nel campionato 1929-1930 e diventando titolare l'anno seguente. Si dimostrò subito un goleador segnando 13 reti all'età di 17 anni. È stato assieme a Paolo Maldini e Alessandro Costacurta uno dei più vecchi realizzatori della Serie A.
Nell'estate 1934 lascia Vercelli dopo aver segnato con la casacca bianca 51 reti in campionato, diventando il massimo "bomber" dei piemontesi in Serie A. Passa quindi alla Lazio.
Nel 1935 non venne inserito da Vittorio Pozzo tra i convocati per l'amichevole contro l'Austria, a Vienna. Nel frattempo, mentre la Nazionale era già a Vienna, giunse a Roma la notizia dell'infortunio del centravanti Angelo Schiavio,[4] e il generale Giorgio Vaccaro colse al volo l'occasione e dopo poche ore il compagno Giacomo Blason comunicava a Piola l'ordine di rientrare a Roma e salire sul primo treno per Vienna: Piola giocò la partita segnando una doppietta al Prater il 24 marzo 1935. L'intervento di Vaccaro andò certamente oltre il suo ruolo, ma l'interesse perseguito era comunque quello della Nazionale.[5]
Con la Lazio Piola rimane per nove stagioni: è due volte capocannoniere, nel 1936-1937 e nel 1942-1943, e realizza 143 reti in totale. Al periodo laziale sono legati i suoi successi in maglia azzurra.
Ai Mondiali di Francia nel 1938 realizza il gol della vittoria nei tempi supplementari contro la Norvegia negli ottavi di finale, poi una doppietta fondamentale contro i padroni di casa nei quarti e infine altri due gol nella finalissima contro l'Ungheria diventando Campione del mondo.
Nel 1939 a San Siro contro l'Inghilterra segnò nella ripresa il gol del vantaggio azzurro in rovesciata, anticipando il portiere. Ci furono però grandi polemiche, in quanto il gol fu in realtà realizzato di pugno.
Con l'avvento della Seconda guerra mondiale, ritornò in Piemonte, a Torino, prima sulla sponda granata, disputando il campionato di guerra 1943-1944 perdendo la finalissima. Alla ripresa dei regolari campionati, nel 1945, passò alla Juventus con la quale disputò due campionati sfiorando di nuovo la vittoria nel campionato 1945-1946. Al termine del campionato 1946-1947 venne ceduto al Novara in Serie B. Il suo erede alla Juventus fu Giampiero Boniperti - che in quel campionato aveva segnato 5 reti in 6 partite disputate, alcune delle quali subentrando proprio a Piola, che venne schierato mezzаla -
Piola portò il Novara in Serie A e disputò nella massima categoria ancora sei campionati segnando 70 reti.
Giocò in massima serie fino all'età di 40 anni, diventando anche il più vecchio realizzatore della Serie A: in Novara-Milan del 7 febbraio 1954 andò in rete all'età di 40 anni, 6 mesi e 9 giorni; il primato di Piola è stato poi superato da Alessandro Costacurta, che in Milan-Udinese 2-3 del 19 maggio 2007 ha segnato (su calcio di rigore) all'età di 41 anni e 25 giorni. Con la maglia del Novara venne anche convocato in Nazionale due volte, l'ultima il 18 maggio 1952 a Firenze, quando fu chiamato dal suo ex compagno di squadra Giuseppe Meazza a giocare contro l'Inghilterra, diventando così anche il più vecchio azzurro (record poi battuto da Dino Zoff).
Con la maglia azzurra collezionò 34 partite segnando 30 reti, che gli permettono di essere il terzo cannoniere della Nazionale dopo Luigi Riva e Giuseppe Meazza, con la migliore media-gol in assoluto (0,88 a partita, davanti ai 0,83 di Riva e ai 0,62 di Meazza).
Fra i suoi record si ricorda quello tuttora imbattuto di reti in Serie A, 274, che diventano 290 contando le sedici del campionato anomalo 1945-1946 (disputato su due gironi geografici con un girone finale per l'assegnazione del titolo).
Nonostante la sua carriera lunga e di successo, coronata dal trionfo in un campionato del mondo, Piola non vinse mai uno scudetto, sfiorandolo solamente tre volte, nelle stagioni 1936-1937 e 1946-1947 quando vinse il girone d'andata, rispettivamente con Lazio e Juventus, e soprattutto nella stagione 1945-1946, di nuovo con la Juventus: la formazione bianconera, grazie anche ai gol di Piola, si trovò due punti davanti al Grande Torino a due giornate dal termine del girone finale ed era ancora appaiata con i granata all'ultima giornata, soccombendo soltanto a causa di un pareggio a Napoli.
Dopo il ritiro
Dopo aver abbandonato l'attività agonistica, Piola fu tecnico federale, e tra il 1953 e il 1954 divenne commissario tecnico della Nazionale italiana, affiancato da Lajos Czeizler ed Angelo Schiavio.
Premio Piola
In onore al giocatore, nel 2002 è stato istituito il Premio Silvio Piola[6], assegnato ogni anno al miglior attaccante Under 21 dei tornei di Serie A e B. La premiazione si volge a Vercelli, ossia nel capoluogo di provincia dove Piola è nato. Nel corso delle edizioni vengono organizzati tornei giovanili e conferenze[7], e nell'edizione 2009 è stata presentata la Carta Etica dello sport piemontese[8]. Tra i premiati vi sono stati Massimo Maccarone, Giuseppe Sculli, Alberto Gilardino, Valeri Bojinov, Mirko Vučinić, Graziano Pellè, Robert Acquafresca e Alberto Paloschi.
