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Rocchi esalta una ottima Lazio
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ROMA - La Lazio non molla: travolge un tenerissimo Novara e resta agganciato ai vagoni di testa del campionato, emulando nei risultati di giornata Juve, Milan e Udinese. Tutto questo grazie a un vecchio compagno di viaggio, a un collaudatissimo goleador, uno che nei momenti decisivi non ha mai tradito: Tommaso Rocchi. Due gol, una prova complessivamente maiuscola per qualità tecnica, per intelligenza tattica, per attaccamento alla causa. Non ha giocato molto in campionato quest’anno ma la sua media realizzativa è altissima: tre gol in tre partite. E’ una grande risorsa Rocchi e in una fase come questa, in cui il campionato comincia ad assumere connotati più precisi, il capitano può aiutare la squadra a realizzare un ulteriore salto di qualità offensivo. In attesa che Cisse si scrolli di dosso da un lato quella sorta di malocchio che gli impedisce di inquadrare la porta (anche ieri, pur solo davanti a Ujkani, è riuscito a spedire la palla sul palo, peraltro dopo aver superato splendidamente in velocità Centurioni, grazie a un assist di Lulic) e dall’altro certe resistenze mentali che non gli fanno comprendere che il calcio in Italia è fatto anche di meccanismi tattici, non solo di istinto.
UNO, DUE - La Lazio ha impiegato nove minuti per far capire al Novara che non aveva intenzione di perder tempo. E sotto gli occhi commossi della signora Paola Piola e di Gradella, portiere di un passato pionieristico e romantico, ha tirato fuori in rapida serie: una grande occasione da gol, il vantaggio di Biava, il raddoppio di Rocchi. Perché mentre Cisse provvedeva a far pace con i tifosi (o, se preferite, a chiarirsi dopo l’inopportuno intervento su Twitter), Rocchi, capitano di lungo corso, si preoccupava di mettere al sicuro una vittoria necessaria per rilanciare la squadra all’ inseguimento di Juventus, Milan e Udinese. Reja dopo la parentesi rumena, ha provveduto a rimettere in campo Ledesma e il buon Tommaso. E si è subito capito che le cose lì davanti potevano funzionare meglio con gente capace di attaccare la profondità, che non divaga, insomma, sulle fasce dove devono andare gli altri (Gonzalez e Lulic, non a caso, si allargavano a destra e a sinistra). Il Novara è apparso intimidito. Squadra di non straordinarie qualità, quella piemontese pagava anche qualche assenza rilevante come Meggiorini o Paci o Morimoto o Gemiti. Un monologo per venti minuti, con Ujkani che prima salvava in uscita su Rocchi e un minuto dopo, su un angolo calciato da Hernanes, commetteva una sciocchezza imperdonabile per un portiere provando a respingere coi pugni una palla a mezza altezza e nell’area piccola. Poteva essere una comoda presa, si è trasformato in un assist per Biava che è spuntato alle spalle di Ludi. Sette minuti appena per la replica, sempre su palla inattiva (segno che il Novara le soffre): punizione di Ledesma, Rocchi con un perfetto tempismo si avventava di testa lasciandosi alle spalle Granoche che avrebbe dovuto controllarlo.
PROTAGONISTA - La serata, d’altro canto, ha trovato in Rocchi il grande protagonista. Che il Capitano fosse in ottime condizioni di forma lo si era capito a Piatra Neamt, nella sfida di Europa League con il Vaslui (sua la migliore occasione da gol, con la schiena di un avversario che gli strozzò in gola l’urlo di gioia). Che poi riesca a combinarsi meglio con Rocchi, anche per una maggiore attenzione a certi meccanismi tattici, a certi movimenti, è ormai abbastanza chiaro a tutti. E in una serata in cui Klose non ha brillato per freddezza in fase realizzativa (su una perfetta verticalizzazione in area di Hernanes, il tedesco ha spedito a lato dopo aver saltato anche Ujkani, per giunta da comoda posizione), lui ha saputo surrogare il compagno dando al risultato della Lazio dimensioni giustamente larghe. Il terzo gol (il suo secondo) è stato un capolavoro personale: superati un paio di avversari, ha allargato a Gonzalez quindi si è fiondato al centro dell’area per raccogliere il passaggio infilandosi tra Centurioni e Morganella. Dopo quel pezzo di bravura Reja ha pensato bene di richiamarlo in panchina per garantirgli una standing ovation personalizzata. Al Novara sono rimaste le briciole di una traversa colpita da Giorgi sul fischio di chiusura: più che una prodezza, un gol mancato.
Tommaso Rocchi
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