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Reja: "C'è chi non corre"

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Reja: "C'è chi non corre" NOTIZIA

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aquilaceleste7 Da aquilaceleste7

il 09-01-2012 alle 15:57

Fonte: lalaziosiamonoi

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Dopo il poker di Siena, è andato di fronte alle telecamere e si è preso tutte le responsabilità, si è frapposto tra la squadra e la gogna mediatica, cercando di proteggere il gruppo in un momento delicato. è stata la peggiore sconfitta da quando allena la Lazio, ma ha ammesso i propri errori, augurandosi la pronta ripresa della squadra già dalla sfida di coppa Italia contro il Verona.
Ieri mattina, a Formello, si è preso di nuovo le sue responsabilità, ma è stato meno tenere con la squadra, come riporta l'articolo a firma Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport. Reja, che ha sempre tenuto in pugno lo spogliatoio, è stato costretto a rispondere a chi si è lamentato, perchè, se Di Carlo ed il Chievo erano riusciti a chiudere tutti gli spazi,  il Siena è sembrato a tratti irresistibile: "Inutile che mi parliate dei moduli che cambiamo. Sono le cose che facciamo sempre e che sappiamo fare. Prepariamo tutto in allenamento e questa volta non abbiamo fatto nulla. Succede perchè qui c'è gente che non corre o non ha voglia di correre". Frasi pesanti che Reja ha scagliato contro la squadra, immobile, sulle gambe, senza un'anima. Sono emersi i malumori di chi gioca poco, e ritiene di allenarsi meglio degli altri, magari anche senza guardare alle differenze di caratura tecnica. Il tecnico si è difeso: "è chiaro che esiste anche un'idea di formazione, ma le gerarchie bisogna saperle cambiare". Qualcuno si è lamentato a proposito della mancanza di corsa della squadra: "Mister qui c'è chi si allena bene e chi si allena male, ma alcuni di questi ultimi hanno il posto garantito". Il mestiere dell'allenatore è ovviamente quello di operare delle scelte, che possono anche prescindere dall'allenamento, se si ritiene che la caratura tecnica di questo o quel giocatore possa fare la differenza poi in campo. Reja a volte ad ogni modo è sembrato non recepire gli stessi segnali del campo, o farlo con estrema lentezza. Ha promesso un cambiamento di vedute: "Tutti in discussione. Azzeriamo e ripartiamo. Chi fa bene durante la settimana, giocherà la domenica", queste le parole per rasserenare l'ambiente, teso e pronto a prendere fuoco. La stessa sosta ha contribuito ad accendere scintille: allenamenti fin troppo blandi di chi è rimasto a Roma, non usufruendo dei giorni di vacanza in più, 2 gennaio invece di 28 dicembre, che Reja ha concesso ai sudamericani, o a chi doveva compiere trasvolate oceaniche. I malumori erano prevedibili, altro era arrivare  a pensare ad una sconfitta cosi clamorosa, e cosi meritata.

Reja

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