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Lazio: vacanze, allenamento e gerarchie i temi caldi
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La crisi, parte terza: la squadra. Aspramente ripresa da Lotito, a confronto con Reja, la squadra è stata lasciata nello spogliatoio, secondo Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport. Lungi dal parlare di spaccatura, o di equilibrio spezzato, ma di certo, come è normale dopo una sconfitta, i giocatori non se le sono mandate a dire. I temi caldi sono vacanze natalizie, allenamento, e gerarchie fossilizzate. Non sono mancate dure critiche, e neppure l'acceso confronto, a quanto pare.
Vacanze - C'è chi è tornato a Formello il 2 gennaio, perchè cosi aveva stabilito con Reja e la societ, chi è arrivato il 4 perchè bloccato alla dogana per questioni di passaporto. E c'è chi è tornato sempre il 2, senza essere sudamericano, senza dover prendere un volo intercontinentale. Qualcuno non si è allenato il 31 mattina perchè aveva un veglione prenotato con la moglie. Certo, tutto concordato con la società, forse troppo permissiva, ma decisa a concere un premio ad un gruppo che fino a quel momento era stato solo degno di elogi, a parte la prestazione opaca col Chievo. Certo nessuno poteva immaginare che la fiducia fosse ripagata in questo modo. La sintesi è stata chiara: "O vanno tutti in ferie, o non ci va nessuno".
Allenamento - Certo nessuno poteva immaginare che il gruppo rimasto ad allenarsi fosse nervoso e svogliato, e il solo Cisse fosse intenzionato a correre, per riscattarsi. Diciamo che la squadra in allenamento è stata ben lontana dal dare tutto. Diciamo che poi il campo ha dimostrato chiaramente che il Siena si è allenato con più intensità.
Gerarchie fossili - Pare che all'interno dello spogliatoio a chi redarguiva: "Siamo professionisti e non dobbiamo fare in modo che Lotito e Tare ci vengano a richiamare perchè non ci stiamo allenando bene", qualcuno abbia risposto prontamente: "Parli bene te che hai il posto assicurato". Il problema evidentemente è sentito come vivo, e duro da mandar giù. Le gerarchie all'interno dello spogliatoio sono dure a cambiarsi, e c'è chi ritiene che alcuni giocatori, sicuri del posto, non siano stimolati a dare il massimo in allenamento. Il rimprovero, già girato a Reja, è che il tecnico sia lento a recepire cambi di forma e di ritmo di allenamento, non dia molto peso ai segnali del campo, a chi cerca di scardinare la sua idea di formazione tipo.
Il gruppo ado ogni modo è maturo, compatto, e deve solo ricominciare a viaggiare alle sue consuete velocità, a remare all'unisono per dare l'unica risposta possibile, quella del campo.
Lulic
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