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Gabriele sempre con noi!

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Gabriele sempre con noi! (#1122) il11-11-2011 alle 11:27:37

L'11 novembre 2007, dodicesima giornata di campionato, un nuovo grave lutto colpisce il calcio italiano: Gabriele Sandri, un tifoso della Lazio, viene ucciso in una stazione di servizio nei pressi dello svincolo autostradale di Arezzo da un colpo di pistola sparato dall'agente di polizia Luigi Spaccarotella, intervenuto a seguito d'un agguato che lo stesso Sandri, assieme ad altri tifosi laziali, ha compiuto ai danni d'un gruppo di tifosi juventini là presenti. Gabriele Sandri muore colpito dal proiettile al capo mentre era in automobile in corsa fuggendo dalla polizia nonostante quest'ultima avesse già intimato di fermarsi. Alcuni testimoni riferiscono che l'agente abbia esploso i colpi imbracciando la pistola con entrambe le mani e le braccia tese ad altezza uomo (Spaccarotella verrà accusato di omicidio volontario e il 14 luglio 2009 condannato in primo grado per omicidio colposo a una pena di 6 anni di reclusione[1]). Queste testimonianze non hanno avuto alcun credito perché erano di fatto tutte discordanti tra di loro. La notizia si diffonde immediatamente, e durante la stessa giornata cominciano a scatenarsi violenze ultras in tutta Italia: rinviata immediatamente Inter-Lazio per motivi di ordine pubblico; a Bergamo, viene sfondato un vetro divisore a colpi di tombino, ed i giocatori in campo vengono minacciati di ritorsioni se la gara non venisse sospesa, obbligando l'arbitro ad ordinare il "tutti a casa" dopo pochi minuti di gioco; a Taranto, parte una fitta sassaiola in campo che costringe l'arbitro a seguire l'esempio di Bergamo. In tutti gli altri campi viene osservato un minuto di silenzio, ma molti ultras protestano e chiedono le sospensione delle gare, che però vengono giocate.

Il peggio però avviene a gare finite, quando la violenza ultras dilaga. Per il pericolo di rappresaglie, viene rinviato il posticipo Roma-Cagliari, ma il provvedimento è inutile: in serata centinaia di ultras laziali e romanisti si uniscono in una violenta guerriglia urbana contro le forze dell'ordine. Vengono attaccate la stazione polizia di via Guido Reni, il Commissariato in via Fuga (a Porta del Popolo), gli uffici del CONI e tutta la zona intorno allo stadio viene messa a ferro e fuoco, con l'incendio di cassonetti, la devastazione di fioriere ed i continui scontri tra ultras e poliziotti. L'ultimo assalto è quello alla caserma dei carabinieri di Ponte Milvio. Solo un massiccio intervento delle forze dell'ordine evita il peggio, e la situazione si normalizza intorno a mezzanotte. Per gli ultras arrestati viene in seguito formulata, ma poi archiavata, anche l'accusa di terrorismo. L'11 novembre 2007 diventa il titolo del libro dello scrittore romano Maurizio Martucci che parlerà dell'uccisione di Gabriele Sandri come "una giornata buia della Repubblica".

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