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Calcioscommesse: la Lazio rischia una sanzione disciplinare

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Calcioscommesse: la Lazio rischia una sanzione disciplinare NOTIZIA

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aquilaceleste7 Da aquilaceleste7

il 29-12-2011 alle 11:52

Fonte: cittàceleste

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Il caso del calcio scommesse rischia di far saltare il sistema. Calciatori e società tremano, ma finché non si arriverà ad accertare quali siano tutti i protagonisti della vicenda i giudizi restano sospesi. Nel frattempo cittaceleste si è rivolta al prof. avv. Enrico Lubrano dello Studio Legale Lubrano & Associati per capire come si procederà.


Quale è l’iter della giustizia in casi come questo che riguardano le scommesse?
    "Si procederà secondo l'iter di giustizia previsto dal Codice di Giustizia Sportiva della FIGC e, in particolare, prima con il deferimento da parte della Procura Federale (con richiesta di irrogazione di sanzioni), poi con il primo grado di giustizia federale (Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC), il secondo grado di giustizia federale (Corte di Giustizia Federale della FIGC) ed, infine, con il grado di giustizia sportiva presso il CONI (TNAS – Tribunale Nazionale Arbitrale per lo Sport); ultimato tale iter di giustizia sportiva, gli interessati potranno fare ricorso alla Giustizia Amministrativa ai sensi della legge n. 280/2003 (e, in particolare, al TAR Lazio in primo grado ed al Consiglio di Stato in appello), ma soltanto per il risarcimento degli eventuali danni subiti dall'esecuzione delle sanzioni disciplinari irrogate dalla Giustizia Sportiva, in conformità con il riparto di giurisdizione tra Giustizia Sportiva e Giustizia Amministrativa sancito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 49/2011 (che ha previsto che, in materia disciplinare sportiva, la giurisdizione del Giudice Amministrativo è limitata ai profili risarcitori)".

Quali sono i tempi per vedere attuate le pene?

    "Le sanzioni irrogate dalla Giustizia Sportiva saranno esecutive sin dal momento della conclusione del giudizio di primo grado (Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC); le stesse potranno poi essere impugnate dalle parti interessate agli organismi di Giustizia Sportiva indicati, i quali potranno annullare o riformare le relative sanzioni disciplinari, laddove lo ritengano opportuno; verosimilmente l'iter di Giustizia Sportiva delineato avrà dei tempi di circa un mese per ogni grado di giudizio, anche se sarebbe opportuno uno "sforzo" particolare da parte della Giustizia Sportiva per concludere quanto prima i relativi giudizi, in modo da definire tutta la vicenda con congruo anticipo rispetto alla conclusione dei campionati, anche in considerazione del fatto che potrebbero intervenire sanzioni disciplinari di natura tale da modificare le classifiche dei relativi Campionati (ad esempio penalizzazioni di punti)".

Quali le conseguenze per le società?

    "Le Società potrebbero vedersi irrogare nei propri confronti sanzioni disciplinari di diversa tipologia o natura (da retrocessione alla categoria inferiore a penalizzazioni di punti in classifica fino ad ammende pecuniarie) a seconda della diversa tipologia della responsabilità (diretta, oggettiva o presunta) loro imputata: trattandosi di illeciti compiuti da tesserati e, in gran parte dei casi, da calciatori, le Società potrebbero essere coinvolte solo per responsabilità oggettiva o presunta e non per responsabilità diretta (che rileva esclusivamente nei casi di comportamenti posti in essere dai legali rappresentanti della Società); anche nel caso di imputazione per responsabilità oggettiva o presunta, sono comunque previste delle sanzioni disciplinari rilevanti ed idonee ad incidere sulle classifiche dei vari campionati (quali la penalizzazione di punti).
    In questa occasione, sarebbe opportuna, inoltre, a mio modo di vedere, una nuova valutazione da parte della Giustizia Sportiva con riferimento all'applicazione delle sanzioni disciplinari nei confronti delle Società per responsabilità oggettiva, in considerazione del fatto che la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte affermato che tale responsabilità del datore di lavoro per i fatti posti in essere dal proprio dipendente deve essere riconosciuta soltanto nei casi in cui il dipendente abbia posto in essere comportamenti finalizzati al conseguimento degli obiettivi istituzionali della propria azienda, ma non certo quando lo stesso abbia, invece, posto in essere comportamenti non finalizzati al conseguimento di obiettivi istituzionali della propria azienda (come, ad esempio, nel caso in cui abbia illegittimamente favorito un "competitor" della propria azienda), in quanto, in tali casi, l'azienda viene lesa (e non avvantaggiata) dal comportamento illegittimo del proprio dipendente e non può, pertanto, esserne responsabile, esattamente come è avvenuto nei casi di calcio-scomesse, nei quali le Società si trovano ad essere deferite per responsabilità oggettiva per comportamenti dei propri tesserati posti in essere nel perseguimento di un obiettivo contrario agli interesse della propria Società"
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Se un giocatore della Lazio dovesse risultare colpevole cosa rischierebbe?

    "Un giocatore ritenuto colpevole dalla Giustizia Sportiva degli illeciti ipotizzati potrebbe ricevere la sanzione disciplinare della sospensione a tempo determinato, di durata variabile a secondo del livello di coinvolgimento dello stesso negli illeciti (da alcuni mesi fino a cinque anni di squalifica); per quanto riguarda, invece, le Società e, nello specifico, la Lazio, questa potrebbe rischiare di subire una sanzione disciplinare consistente nella penalizzazione di punti in classifica e potrebbe poi contestare la legittimità di tale sanzione in applicazione dei principi sanciti dalla Cassazione in tema di responsabilità oggettiva del datore di lavoro per gli illeciti compiuti dai propri dipendenti".

Si sono fatti i nomi di Buffon (per altro venuto fuori anche in passato) e Gattuso. Se tutto dovesse risolversi in una bolla di sapone potrebbero entrambi richiedere danni?
    "I calciatori indicati come presunti responsabili dagli organismi di informazione – nel caso in cui successivamente sia la Giustizia Sportiva, sia la Giustizia Penale escludano ogni forma di responsabilità ad essi imputabile - potrebbero poi rivalersi nei confronti dei soggetti responsabili per gli eventuali danni di immagine subiti".

Può saltare tutto il sistema o trattandosi di giocatori singoli le società possono uscirne pulite?

    "Le Società potrebbero fare valere la propria estraneità rispetto ai fatti compiuti dai calciatori con esse tesserati, evidenziando come l'attività illecita dagli stessi posta in essere non sia stata finalizzata a perseguire gli interessi sportivi ed economici delle relative Società; alla luce di quanto evidenziato dalla giurisprudenza della Cassazione richiamata, le Società avrebbero titolo a vedere esclusa la propria responsabilità e, anzi, ad essere riconosciute come soggetti lesi per fatti illeciti commessi dai propri dipendenti nel perseguimento di fini contrastanti con gli interessi delle Società".

Mauri

Mauri

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