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10 motivi per cui la Lazio è da scudetto

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10 motivi per cui la Lazio è da scudetto NOTIZIA

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volalazio1900 Da volalazio1900

il 08-11-2011 alle 10:34

Fonte: lalaziosiamonoi.it

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ROMA - "Se la Lazio è prima in classifica un motivo ci sarà" diceva Colomba al termine di Lazio - Parma dai microfoni della sala stampa dell'Olimpico. E a pensarci bene il primo posto non è casuale, non è frutto del momento, la squadra di Reja ha basi solide, può sperare di arrivare al traguardo con le braccia al cielo. Come riportato nell'edizione quotidiana del Corriere dello Sport nell'articolo a firma di Daniele Rindone i  motivi sono almeno dieci, sono tecnici, ambientali e di prospettiva:
GOL, ASSIST E TANTO ALTRO, UN CAMPIONE CHE FA LA DIFFERENZA - Il fattore Klose: è il primo motivo per cui la Lazio può credere nello scudetto. Sei gol in dieci partite di campionato, otto reti in 13 partite totali giocate con la maglia biancoceleste. Prima del match con il Parma il panzer Miro aveva regalato ai biancocelesti 8 punti e gli ultimi 2 conquistati domenica (la gara era avviata verso il pareggio) vanno ascritti sempre sul suo conto (è stato l’artefice dell’azione che ha portato al gol Sculli). Klose decisivo, determinante, può essere davvero l’uomo dello scudetto, sta incidendo come nessuno in serie A in termini di gol, assist (due) e rendimento. Reja si augura di averlo in queste condizioni sino al termine della stagione, se sarà così la Lazio potrà davvero pensare in grande.

ROSA EXTRALARGE CHE DÀ GARANZIE OGGI E DOMANI - La rosa extralarge finora ha permesso a Reja di ovviare alle assenze, di superare l’emergenza infortuni e così sarà anche in futuro. Si sono fatti male Mauri, Matuzalem, Biava, Stankevicius e Gonzalez negli ultimi tempi, la Lazio ha giocato 7 partite in 22 giorni e ha comunque vinto 5volte. Il tecnico ha potuto cambiare squadra sfruttando la duttilità di giocatori come Konko, Lulic e Sculli. Un anno fa di questi tempi la Lazio era prima in classifica ma non aveva subito infortuni, il fatto che oggi sia in vetta nonostante varie indisponibilità è un segnale importante. L’organico è più ampio e più affidabile rispetto al passato, è un altro punto a favore del tecnico biancoceleste.

TRA I GIOCATORI E L’ALLENATORE C’È UN PATTO DI FERRO - Tutti uniti, è il motto del nuovo spogliatoio della Lazio. Nessuno si lamenta e alza polveroni, Reja e i giocatori hanno stretto un patto dopo la sconfitta con il Genoa: il malessere del tecnico in quei giorni fu fortissimo, minacciò di dimettersi, ma la squadra gli fece sentire affetto e stima. Quell' occasione è servita all'allenatore per riconquistare autonomia nelle scelte, per riscuotere la fiducia del gruppo, in particolare quella di big come Klose e Cisse: sono stati tra i primi a spingere l’allenatore a continuare. Reja è uscito più forte dalla mini crisi iniziale, ha incassato nuovamente credito illimitato da Lotito e ha costruito una grande ripartenza. Negli ultimi anni la Lazio forse non aveva mai avuto uno spogliatoio così unito.

LA DIFESA È UN REPARTO CHE STA GARANTENDO GRANDE SOLIDITÀ - Due gol subiti nelle ultime cinque partite di serie A, la difesa della Lazio è tornata di ferro così come lo è stata l’anno scorso, se continuerà a reggere la squadra potrà davvero arrivare in fondo. Nelle prime uscite stagionali il reparto arretrato aveva imbarcato acqua: i due gol del Milan, i due del Vaslui, i due del Genoa, nelle prime tre uscite di settembre la squadra beccò sei reti. Reja ha ritrovato gli equilibri con il 4-3-1-2 e ha trovato soprattutto un grande Marchetti. Il portiere sta rigiocando sui suoi livelli, non è stato facile rigenerarsi dopo un anno di inattività. In difesa si sta rivelando azzeccata la scelta di puntare su Konko. Dias e Biava erano due certezze, lo stesso riguarda Radu. E la Lazio oggi può godersi un grande Diakitè.

SARÀ DETERMINANTE FAR PESARE DI PIÙ IL FATTORE CASALINGO - Tre punti con la Roma, un punto con il Catania, tre punti con il Parma: la Lazio sta riconquistando l’Olimpico e dovrà fare ancora meglio in casa. Reja in classifica ha 21 punti, ben 13 li ha conquistati in trasferta, solo 8 nello stadio amico. Il tecnico punta sul fattore Olimpico, in futuro la sua squadra dovrà conquistare un maggior numero di vittorie davanti ai propri tifosi. Se la Lazio manterrà il rendimento fatto registrare finora lontano da Roma e riuscirà a comportarsi alla stessa maniera in casa allora sì che la classifica potrà diventare ancora più prestigiosa. L’anno scorso i biancocelesti andarono meglio all’Olimpico, nella stagione in corso la tendenza sembra diversa. Per puntare in alto la Lazio deve fare un fortino della sua casa.

QUANDO TORNERÀ LA VERA BESTIA, CI SARÀ DA DIVERTIRSI - Aspettando Cisse, aspettando i suoi gol, aspettando che torni a bucare la rete. Segnò a S.Siro contro il Milan, segnò contro il Vaslui in casa, poi non ha più centrato il bersaglio. Aspettando Cisse si sta scatenando Klose, ma il bomber francese presto tornerà a colpire e quando Reja potrà sommare i gol dei suoi due bomber ci sarà da divertirsi. Il sogno scudetto potrà realizzarsi se l’attacco della Lazio segnerà a raffica, è nelle sue potenzialità. La Bestia si sta tenendo i gol per il futuro, per il momento decisivo, per gli scontri diretti magari iniziando dal match col Napoli e dalla sfida alla Juve (si giocheranno dopo la sosta). Cisse è un cannoniere nato, più volte in carriera si è laureato re dei marcatori.

LA SOCIETÀ NON SI TIRERÀ INDIETRO PER CENTRARE DUE COLPI - Il mercato di gennaio, una finestra che potrebbe rendere più forte la Lazio. La società è attenta, il presidente Lotito si è detto disponibile ad intervenire. A Reja serve una mezzala sinistra, sta adattando Lulic nel ruolo e l’infortunio di Mauri (rientrerà a marzo) ha complicato i piani sulla trequarti (non c’è un sostituto di Hernanes). Se la Lazio piazzerà uno-due colpi potrà lanciare l’assalto finale al campionato con più certezze, potrà compiere un ulteriore salto di qualità e distanziare alcune dirette concorrenti. Il tecnico è soddisfatto dell’organico e del rendimento offerto dai suoi giocatori, in particolare dai nuovi Marchetti, Konko, Lulic, Klose e Cisse (spera nel risveglio di Cana).

ALL’OLIMPICO DA QUALCHE SETTIMANA C’È UN’ARIA DIVERSA - Canti e cori, una festa continua ogni domenica, ogni volta che la Lazio scende in campo. I tifosi biancocelesti sono il dodicesimo uomo, stanno aiutando la squadra a vincere, le stanno accanto, non l’hanno lasciata mai sola. Ci furono dei fischi e delle critiche dopo la prima sconfitta contro il Genoa, da allora l’ambiente si è compattato. E la vittoria nel derby è servita per rasserenare ancora di più il mondo biancoceleste, per migliorare il rapporto con Reja. Le contestazioni nei confronti di Lotito sono state messe da parte per il bene della squadra e per non concedere alibi a nessuno. Oggi all’Olimpico si respira un’aria diversa, l’entusiasmo del popolo laziale sta  contagiando i giocatori. Oggi si vince tutti insieme e tutti insieme si può sognare.

CI SONO MARGINI DI MIGLIORAMENTO DI SINGOLI E GRUPPO - Il presente vale il primo posto in classifica, ma questa Lazio può crescere ancora. Reja recupererà Mauri a marzo, lo avrà per il rush finale, sarà un acquisto in più, il centrocampista si è fermato a settembre e a ottobre, la sua assenza è pesante, è uno che cambia gli equilibri. La Lazio è prima e può esserlo anche in prospettiva. Gli infortuni hanno frenato gente come Matuzalem, Biava e Gonzalez, già dopo la pausa saranno dei rinforzi aggiuntivi. «Non abbiamo mostrato tutte le nostre potenzialità», dicono i giocatori nelle interviste. La loro non è solo una sensazione, è una promessa. La squadra sente di non aver raggiunto il top, gli impegni multipli e gli infortuni hanno costretto tanti al sacrificio, è stato difficile recuperare le forze.

ORA NON SI CORRERÀ IL RISCHIO DI CADERE IN ERRORI D’INGENUITÀ - La Lazio è grande, lo è per quanto sta facendo, lo è nel senso dell’età. L’esperienza è un validissimo motivo per credere nella conquista dello scudetto. L’età media della squadra è aumentata rispetto all’anno scorso, sfiora i 29 anni. Lotito, Tare e Reja hanno deciso di affidarsi a giocatori pronti più che di prospettiva, l’hanno fatto con l’obiettivo di vincere subito. La saggezza di big come Cisse e Klose, il loro carisma, il loro passato, possono essere determinanti. Negli anni scorsi i biancocelesti hanno commesso errori ingenui e li hanno pagati a caro prezzo. L’esperienza sarà utilizzata in campo e ne farà tesoro anche lo staff tecnico. Spesso le squadre di Reja soffrono in inverno. Prevenire è meglio che curare...
 

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